Nel porsi davanti a una teoria, i casi sono tre:
1) è così;
2) non è così;
3) è così solo in parte.
Quest'ultimo caso equivale anche all'espressione "è così e non è così". A livello generico abbiamo dunque una distinzione precisa e completa. Le categorie non possono essere di più, ma neanche di meno. Se una teoria fosse vera solo in parte, si potrebbe forse dire "non è così", ma sarebbe sbagliato: appunto perché parzialmente è vera. Sbagliato sarebbe pure dire "è così", per il motivo che parzialmente è falsa.
Può essere il caso di chiedersi se ci siano cose vere e cose false. Ma come per la verità, che qualora non esistesse, in realtà esisterebbe (consistendo nel fatto che "la verità non esiste"), in questo caso ecco che vi sarebbe una cosa falsa, cioé l'esistenza di cose vere e cose false, mentre una cosa vera sarebbe la loro inesistenza. Ci si viene però a trovare in dei circoli viziosi. Se fosse falsa l'esistenza di cose vere e false, o vera la loro inesistenza, allora non si potrebbe dire che proprio queste due cose siano vere o false. Ancor prima, se è falso che esistono cose vere dev'essere vero che esistono cose false; e viceversa. Per simmetria, le une non possono prescindere dalle altre.
Allo stesso modo, riguardo a quel discorso della verità, se questa consistesse nella propria inesistenza, in realtà dovrebbe esistere, quindi sarebbe falso che essa non esiste. Ma allora, di nuovo, non esisterebbe dunque l'affermazione sarebbe vera.
Negando che vi siano cose vere e false, o che esista la verità, si cadrebbe perciò in un assurdo.